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Fiscalità Ecommerce 28/04/2026 VATManager Team

Partita IVA e Amazon: quando serve e come aprirla per vendere in Europa

Guida completa per seller italiani su quando è obbligatoria la partita IVA per vendere su Amazon, quale regime scegliere e come gestire i primi adempimenti fiscali.

Aprire una partita IVA per vendere su Amazon è uno dei passi più importanti — e spesso più confusi — per chi inizia a fare e-commerce in Italia. Questa guida risponde a tutte le domande pratiche: quando scatta l’obbligo, quale regime conviene, quali adempimenti affrontare fin dal primo giorno.

Quando è obbligatoria la partita IVA per vendere su Amazon

Vendere su Amazon in modo abituale e sistematico costituisce attività commerciale ai sensi del Codice Civile (art. 2082 c.c.) e del TUIR. L’obbligo di apertura della partita IVA scatta non appena l’attività assume carattere professionale e continuativo, indipendentemente dal fatturato.

Il criterio non è puramente economico: anche un seller con volumi modesti, ma che acquista merce appositamente per rivenderla, esercita un’attività d’impresa. La soglia di “abitualità” è valutata caso per caso dall’Agenzia delle Entrate, ma la giurisprudenza consolidata considera abituale chi effettua vendite online con frequenza mensile o trimestrale.

Un singolo lotto venduto saltuariamente non genera obbligo di partita IVA. Ma un seller che rifornisce il proprio stock ogni mese e gestisce annunci attivi su Amazon.it è praticamente sempre nell’ambito dell’attività d’impresa.

Regime forfettario o ordinario: quale conviene?

Per chi inizia, il regime forfettario (L. 190/2014, aggiornato dalla L. 197/2022) è spesso la scelta più conveniente:

  • Aliquota sostitutiva del 15% sul reddito (5% per i primi 5 anni di nuova attività)
  • Soglia di ricavi massima: € 85.000 annui dal 2023
  • Nessuna IVA esposta in fattura — esonero totale da IVA
  • Contabilità semplificata, nessun obbligo di fatturazione elettronica verso privati
  • Nessun obbligo di studi di settore o ISA

Tuttavia, il regime forfettario ha un limite critico per chi vende all’estero: non permette di detrarre l’IVA sugli acquisti. Se compri merce per € 50.000 con IVA al 22%, stai perdendo € 11.000 di IVA non recuperabile. Con il regime ordinario, quella IVA è detraibile.

Quando conviene il regime ordinario

Il regime ordinario diventa più vantaggioso quando:

  • Il volume d’acquisti è elevato (alta IVA a credito da detrarre)
  • Si vende in più paesi UE con obbligo OSS
  • Si prevede di superare la soglia dei € 85.000 di ricavi
  • Si hanno costi significativi con IVA detraibile (magazzino, logistica, pubblicità)

Codice ATECO per la vendita online

La scelta del codice ATECO è rilevante sia per i contributi INPS sia per alcune agevolazioni fiscali. I codici più utilizzati dai seller online sono:

Codice ATECODescrizione
47.91.10Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto via internet
46.90.20Commercio all’ingrosso di altri prodotti (B2B)
47.99.20Commercio per corrispondenza o tramite altri canali

Per chi vende esclusivamente su marketplace come Amazon, eBay o Etsy, il codice 47.91.10 è il più corretto. Non è necessario aprire una posizione separata per ogni marketplace: un unico codice ATECO copre tutte le piattaforme di vendita online.

Procedura di apertura: passo dopo passo

Aprire la partita IVA è completamente gratuito. Ecco i passi concreti:

  1. Scegli il regime fiscale (forfettario o ordinario) con l’aiuto di un commercialista
  2. Compila il modello AA9/12 (persone fisiche) disponibile sul sito dell’Agenzia delle Entrate
  3. Presenta il modello online tramite Fisconline, oppure di persona allo sportello
  4. Ricevi il numero di partita IVA — di solito in giornata o entro 24 ore
  5. Iscriviti alla Camera di Commercio se svolgi attività di impresa (non necessario per i professionisti)
  6. Iscrivi alla gestione INPS (gestione separata o artigiani/commercianti in base all’attività)

Adempimenti IVA nei primi mesi

Una volta aperta la partita IVA in regime ordinario, il seller Amazon deve gestire da subito:

  1. Registrazione al portale fatture e corrispettivi dell’Agenzia delle Entrate
  2. Emissione di fatture elettroniche tramite SDI per le vendite B2B
  3. Liquidazioni IVA periodiche — mensili se il volume d’affari supera € 400.000, altrimenti trimestrali
  4. Comunicazione LIPE ogni trimestre entro il secondo mese successivo
  5. Dichiarazione IVA annuale entro il 30 aprile
  6. Registrazione OSS se si superano i € 10.000 di vendite B2C verso altri stati UE
  7. Modello INTRASTAT se si fanno acquisti o vendite intracomunitari B2B sopra soglia

Le commissioni Amazon e l’IVA

Un aspetto spesso trascurato: Amazon addebita le proprie commissioni (referral fee, FBA fee, advertising) tramite fattura emessa da Amazon Services Europe S.à r.l. con sede in Lussemburgo. Queste fatture arrivano senza IVA italiana e richiedono l’applicazione del reverse charge (inversione contabile) da parte del seller italiano.

Questo significa che ogni mese il seller deve integrare queste fatture estere nella propria contabilità IVA, registrandole sia come IVA a debito sia come IVA a credito. Il saldo è zero, ma la registrazione è obbligatoria e compare nella liquidazione IVA periodica.

Come VATManager supporta i nuovi seller

Nei primi mesi di attività, la complessità fiscale può sembrare schiacciante. VATManager aiuta il seller a:

  • Caricare i report Amazon (VAT Transaction Report) e ottenere l’aggregazione per paese in automatico
  • Verificare se la soglia OSS di € 10.000 è stata raggiunta
  • Preparare la documentazione strutturata da consegnare al commercialista
  • Monitorare la situazione IVA per paese mese per mese
  • Segnalare anomalie nei dati prima che diventino problemi fiscali

Iniziare con gli strumenti giusti significa evitare errori costosi e costruire una base fiscale solida già dal primo trimestre di attività.

Domande frequenti

Posso vendere su Amazon senza partita IVA? Sì, occasionalmente e saltuariamente. Amazon stessa non impone la partita IVA per aprire un account venditore individuale. Tuttavia, l’Agenzia delle Entrate può riclassificare le vendite come attività commerciale abituale se il pattern è sistematico e frequente.

Aprire partita IVA costa molto? L’apertura è gratuita. I costi ricorrenti sono i contributi INPS (circa € 3.500–4.000 annui in gestione separata per il regime forfettario) e l’eventuale commercialista. Con il regime forfettario, molti seller gestiscono autonomamente la contabilità.

Posso aprire partita IVA e rimanere in regime forfettario anche vendendo in Germania o Francia? Sì, ma attenzione: il regime forfettario non prevede la registrazione OSS per le vendite B2C UE. Se superi i € 10.000 di vendite verso altri paesi UE, hai comunque l’obbligo OSS indipendentemente dal regime fiscale italiano.

Quanto tempo ci vuole per aprire la partita IVA? L’apertura tramite sportello fisico dell’Agenzia delle Entrate è quasi immediata. Online tramite Fisconline può richiedere 24–48 ore lavorative.

Devo aprire una SRL per vendere su Amazon o basta la ditta individuale? Per iniziare, la ditta individuale (o il professionista in regime forfettario) è la soluzione più semplice ed economica. La SRL diventa conveniente quando il fatturato supera circa € 80.000–100.000 annui e si vuole separare il patrimonio personale da quello aziendale.

📎 Approfondisci: IVA OSS: cos’è e come funziona per seller AmazonFBA vs FBM: differenze fiscali

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